CSABA CSAPODI : LA STORIA DELLA BIBLIOTECA CORVINIANA  

La creazione piu famosa e splendente della cultura rinascimentale ungherese e la biblioteca di Re Mattia a Buda. La Bibliotheca Corviniana e parte integrante della storia dello sviluppo della civilta ungherese e della storia dei libri e delle biblioteche ungheresi. La Bibliotheca Corviniana non fu mai un museo dei libri ma fu una biblioteca fondata per la collezione di opere grandiose dello spirito umano e per i principi fondamentali che fecero sentire il loro peso sullo sviluppo dell'umanesimo centro-Europeo.

PREMESSE

Per lo sviluppo della cultura umanistica ungherese dei libri, accellerato rispetto ad altri Paesi, fu necessario un insieme di circostanze favorevoli. Una di queste condizioni fu lo stretto legame creatosi tra Italia e Ungheria prima del XIV sec. . Ci furono impulsi dall'Italia grazie ai rapporti famigliari con gli Angio di Napoli e alle spedizioni militari di Luigi il Grande; inoltre ci fu sempre un corridoio per questa influenza tramite la Dalmazia e la Slavonia.

Fu molto importante per lo sviluppo dell' umanesimo in Ungheria l'incoronazione a Re di Germania e la successiva incoronazione a Imperatore del Sacro Romano Impero di Sigismondo, il concilio di Costantinopoli e la decisione di spostare a Buda la capitale del paese. Quindi, pur essendo Sigismondo e la sua corte di mentalita medioevale, grazie a questi rapporti aiuto l'entrata della corrente umanistica in Ungheria. Ci fu la possibilita di costruire a Buda, una grandiosa biblioteca gia in quel periodo, ma non venne realizzata a causa dello scarso interesse di Sigismondo per i libri. Nei primi decenni del XV sec. ci furono le condizioni ideali per lo sbocciare di iniziative personali nel campo della cultura dei libri. Sono legati tra gli altri a queste prime iniziative i nomi di Pier Paolo Vergerio e Vitéz János.

Fu molto importante la decisione di Vergerio, persona illustre nel campo dell'umanesimo in Italia, di andare a vivere in Ungheria. Vergerio ebbe una grande influenza nella vita di Vitéz Janos, il quale aveva gia come suo bagaglio culturale le tradizioni provenienti dalla Slavonia, Paese in cui era vissuto e dove si tramandavano le tradizioni dalmatico-veneziane. Ebbe occasione di conoscere ambasciatori dell'umanesimo italiano presso la cancelleria di Sigismondo.

Tra le persone che frequento Vitéz János si formo il primo gruppo scientifico ungherese, su modelo italiano, il "contubernium", dove si discusse di filosofia e letteratura. Inizialmente questo gruppo fu a Buda, dove Vitéz János risiedeva, per poi spostarsi a Várad, dove fu vescovo dal 1445. In questa citta fondo la prima biblioteca umanistica ungherese - probabilmente contenente alcuni libri di Vergerio. Dopodiche ottenne la nomina di arcivescovo di Esztergom, dove vi si trasferi con la biblioteca e dove continuo gli incontri scientifici.

La biblioteca di Vitéz crebbe notevolmente grazie anche all'invio continuo di libri da parte di suo nipote, Janus Pannonius. La biblioteca di Pannonius a Pécs, fu la seconda biblioteca umanistica di Ungheria, ma la prima per quanto riguardava la presenza dei codici greci vicino a libri latini. Janus Pannonius e Vitéz János furono i piu importanti sostegni e consiglieri politici di Re Mattia durante i primi anni del suo regno.

L' educazione infantile di Re Mattia fu improntata in stile umanistico da Grzegorz z Sanoka e da Vitéz János dato che anche Hunyadi János fu influenzato da questa nuova corrente di pensiero. Re Mattia, in giovanissima eta, essendo gia padrone della lingua latina, fece piu volte da interprete a suo padre al cospetto di ambasciatori stranieri. Per questo motivo fu un passo naturale la successiva fondazione della Bibliotheca Corviniana.

NASCITA E SVILUPPO

Non abbiamo nessun riscontro storico diretto per datare ufficialmente il periodo in cui Re Mattia comincio coscientemente la raccolta dei libri. Quindi, non riusciamo ad indicare una data precisa in cui il semplice piacere personale di Re Mattia per la letteratura ed i libri si trasformo nella creazione di una biblioteca ufficiale.

La prima informazione di una raccolta continua e consapevole con un fine superiore ci viene da una missiva di risposta, che aveva per argomento, tra le altre cose, la copiatura di alcuni libri, da Re Mattia al Presidente dell'Accademia di Roma, Pomponius Laetus nel 1461. In quel periodo Re Mattia, che gia aveva alle sue dipendenze un pittore di codici, fece acquistare a Roma diversi libri, dove gia si conosceva la sua passione letteraria. Ma dobbimo spostare la data indietro nel tempo, dato che alcuni libri furono gia stati consigliati a Mattia nel 1464 e 1465. A partire dal 1467 ci giungono informazioni di un continuo arrivo di nuovi libri. Si puo quindi capire che in quell'anno inizio l' acquisto e la copiatura di libri in Italia per conto di Re Mattia. Dopo che la reputazione di Re Mattia crebbe e si stabilizzo sia in Ungheria che all'estero, le sue attenzioni si rivolsero prevalentemente alla cultura umanistica. Apparvero alla sua corte i primi umanisti e alla politica di guerra verso i turchi si sostitui una politica estera piu attenta e sensibile nei confronti dell'occidente. Il primo risultato importante di questa nuova politica estera fu l'ascesa di Mattia al trono di Boemia e la conseguente modifica al suo stemma con l'aggiunta del Leone Boemo con due code. Dobbiamo menzionare nella storia della biblioteca Galeotto Marzio, in quanto visse a Buda dal 1465 e fu il primo bibliotecario ufficiale.

Il primo periodo dello sviluppo della biblioteca fini nel 1472 con la caduta in disgrazia di Vitéz János e Janus Pannonius per mano di Re Mattia. Alla fine di questo periodo la biblioteca reale era gia a carattere umanistico e conteneva una notevole quantita di libri. Un terzo delle Corvine autentiche a noi pervenute sono state realizzate prima del 1470. Il motivo per cui la maggior parte di queste sono del tipo fiorentino, chiamati codici bianchi con viticci intrecciati, e dovuto al sequestro perpetrato ai danni di Janus Pannonius dopo la sua caduta in disgrazia. La caratteristica della Bibliotheca Corviniana, la ricchezza di libri di autori greci, comincio grazie ai libri greci posseduti da Janus Pannonius. Nel 1472 la qualita e la quantita dei libri crebbe notevolmente per poi fermarsi dopo il tradimento di Vitéz e Pannonius, e la seguente disillusione di Mattia nei confronti degli umanisti. Sono pochissime le Corvine databili con certezza, tra la morte di Vitéz e il matrimonio di Mattia e Beatrice.

Solo il matrimonio con Beatrice d'Aragona nel 1476, porto un nuovo mutamento favorevole alla Biblioteca Reale. Probabilmente l'interesse di Re Mattia verso la sua biblioteca si riaccese grazie alla biblioteca degli Aragona portata da Napoli e contenente preziosi e bellissimi esemplari. L' ampliamento della biblioteca inizio nel 1485 e crebbe notevolmente negli ultimi anni di vita del Re.

Abbiamo riscontri storici che dimostrano come la Regina, oltre alla Bibliotheca Corviniana, possedette anche una sua collezione personale. Una di queste prove e la presenza , su alcuni codici a noi pervenuti, di uno scudo contenente entrambi gli stemmi, quello reale e quello d'Aragona, accanto allo stemma di Re Mattia. Questo scudo apparteneva solo alla Regina. L' orientamento della biblioteca non si concentro verso Napoli, dopo il matrimonio partenopeo ma anzi, si indirizzo ulteriormente verso Firenze. Questa fu l' eta d'oro della pittura e della copiatura dei codici fiorentini nella Bibliotheca Corviniana. Non abbiamo quasi traccia di codici napoletani.

In questo periodo di fitta collaborazione con Firenze dobbiamo menzionare tre personaggi: Marsilio Ficino, Francesco Bandini e Taddeo Ugoleto. Ficino fondo e tenne coesa l'accademia neoplatonica a Firenze. Dal 1477 Ficino mando le sue opere a Bandini che nel frattempo aveva formato un gruppo neoplatonico a Buda su modello fiorentino. Il nuovo bibliotecario di Re Mattia, Ugoleto, ebbe il maggior merito nell'ampliamento della biblioteca ma purtroppo non conosciamo quanto ci servirebbe del suo periodo ungherese per conoscere meglio la storia della biblioteca. Fu l'educatore di Re Mattia, il riorganizzatore della Bibliotheca Corviniana, e fu incaricato da Mattia di recarsi a Firenze a far copiare i libri. Fu lui che creo la reputazione della biblioteca. Probabilmente fu lui che incarico Naldo Naldi di scrivere una recensione, favorevole alla biblioteca, e gli forni gli elementi per farlo.

Prima del 1485, nel primo periodo di gestione della biblioteca, Ugoleto ottenne cinque successi. Il primo fu l' acquisto in grande quantita di codici greci. Il secondo fu l'aver fatto fare un lussuoso arredamento. Il terzo fu l' aver fornito ai codici uno stemma unificato. Il quarto fu l' aver introdotto l' uso della rilegatura caratteristica nelle Corvine. Il quinto fu l'aver incaricato, su ordine del Re, Naldo Naldi di controllare il lavoro di copiatura svolto a Firenze.

ILLUSTRAZIONI DELLE CORVINE

La conquista di Vienna porto ad una svolta nella vita della biblioteca. Il rinascimento e l'umanesimo ungherese superarono i corrispettivi austriaci, e allo stesso tempo la biblioteca di Re Mattia sorpasso per qualita le collezioni degli Asburgo. Dal 1485 lo sviluppo e l' attivita della biblioteca si intensificarono come mai era successo in precedenza. I primi passi di questo periodo furono il viaggio a Firenze di Ugoleto e la creazione della credibilita della biblioteca da parte di Naldi. Dal 1485, cambio l' aspetto esteriore dei codici in molti volumi. Ai manoscritti precedenti, solitamente modestamente decorati, succedettero splendidi capolavori rinascimentali.

Apparvero tra gli ornamenti marginali emblemi prima sconosciuti quali: la clessidra, l' alveare , la botte, l'anello con pietra preziosa, il drago, il pozzo, il globo celeste atronomico, come simboli di carattere sovrano di Mattia. Un' altra novita nei nuovi codici fu la presenza ricorrente dei ritratti di Mattia e Beatrice.

Nei volumi giunti a noi nella biblioteca di Buda e frequentemente rappresentata l' arte di Firenze. Dal primo periodo sono sopravvissute piu di quaranta Corvine che hanno diversi tipi di illustrazione di Firenze. Sono notevolmente diverse per quanto riguarda la qualita e per quanto riguarda la ricchezza delle decorazioni. Codici illustrati arrivarono anche dall' Italia centrale, da Roma e da Napoli alla corte di Mattia. Tra questi ve ne erano alcuni con i viticci intrecciati, diversi da quelli di Firenze. L'arrivo di Corvine da Napoli a Buda di limitato valore sta a dimostrare la scarsa influenza che ebbe Beatrice nello sviluppo della biblioteca. Molti artisti e diverse officine di illustrazioni italiane aumentarono e resero piu bello e variegato il contenuto della biblioteca, soprattutto negli ultimi anni del Regno di Mattia. Le Corvine non furono realizzate solo in Italia ma anche nell' officina Reale della pittura dei libri della Bibliotheca Corviniana a Buda. Esistono codici con caratteristiche del nord-Italia, ma non si possono identificare con nessuna officina straniera conosciuta perche presentano diversi elementi mescolati. Questi libri sono probabilmente stati realizzati da questa parte delle Alpi, e piu precisamente a Buda. Pero non esistono codici con indicazioni nel colofono di realizzazione o decorazione presso Buda e per conto di Re Mattia.

IL CONTENUTO E L' IMPORTANZA DELLA BIBLIOTHECA CORVINIANA

Nello sviluppo della biblioteca si puo notare la ricerca di un lusso esterno. Pero Re Mattia, non volle limitarsi a questo, ma volle anche creare un qualcosa di eccezionale per quanto riguarda il contenuto, realizzando una biblioteca non comparabile a nessun' altra. La Bibliotheca Corviniana fu al vertice della sua grandezza al momento della morte di Re Mattia.

Non abbiamo dati esatti sulla quantita dei libri che erano contenuti nella Bibliotheca Corviniana, ma studiando tutte le circostanze contabili, le osservazioni dei contemporanei, le analogie con le biblioteche Sovrane umanistiche italiane, la misura e gli arredamenti dei locali adibiti a Bibliotheca Corviniana, la posizionatura dei volumi, la quantita dei libri ereditati dagli antenati, la velocita della copiatura e dell'acquisto dei libri nei diversi periodi della Biblioteca, possiamo stimare una cifra intorno ai 2000-2500 esemplari comprendenti libri manoscritti e stampati. A questi bisogna aggiungere i 50-60 libri appartenenti alla biblioteca personale di Beatrice, i 50-100 libri liturgici illustrati della cappella reale e i 600-800 libri del gruppo ecclesiastico fondato da Mattia di tematica teologica,diritto ecclesiastico e liturgico. In totale, percio, possiamo realisticamente pensare che all'interno del castello vi furono circa 3000 volumi. Prendendo in considerazione il fatto che i codici, contenevano diverse opere,talvolta di autori differenti, possiamo stimare intorno al 1490 la presenza di 4000-5000 opere all'interno della Bibliotheca Corviniana, escludendo i volumi presenti nella cappella.

La varieta degli autori, la ricchezza delle opere e del contenuto, accrebbe la reputazione della biblioteca, e non la rilegatura lussuosa o la bellezza degli arredamenti. L'aspetto esteriore delle Corvine fu splendido, ma non unico, ma nessun'altra biblioteca al di la delle Alpi poteva vantare un contenuto cosi variegato come quello della Bibliotheca Corviniana. Se consideriamo la varieta delle opere, la presenza di codici greci soltanto la Biblioteca Vaticana poteva competere in importanza. La Bibliotheca Corviniana percio non fu solo una collezione di libri conosciuti comunemente e facilmente reperibili. Il 60% dei libri a noi pervenuti non fu stampato prima della morte di Re Mattia. Non fu solo per motivi estetici che i libri della Bibliotheca Corviniana erano manoscritti. Dopo il disfacimento della Bibliotheca Corviniana, successivo alla morte di Re Mattia, ci sono pervenuti ancora esemplari unici.

La scienza filologica non si e ancora interessata di valutare i testi delle opere, ed e chiaro che le Corvine non contengono i testi migliori e piu autentici di tali volumi.

Dal punto di vista della ricchezza e del valore dei contenuti la Bibliotheca Corviniana contiene molte opere di autori greci in lingua originale e tradotte in latino. Delle 650 opere conosciute provienienti dalle Corvine, un terzo appartiene ad autori greci, per la maggior parte autori antichi. Solo dagli scritti di Brassicano veniamo a conoscienza della ricchezza delle Corvine ebree. Contemporaneamente alle traduzioni ci fu un'altra attivita umanistica notevole, chiamata l'emendamento ( correzione dei testi) , eseguito sul contenuto della Bibliotheca Corviniana. Alla corte di Re Mattia, su diretto ordine di quest'ultimo si sviluppo anche un movimento letterario che si occupo per esempio della raccolta degli epigrammi del ribelle Janus Pannonius.

Re Mattia nel suo tempo libero, lesse con piacere le opere degli storiografi e si interesso di filosofia, teologia, scienza militare, astronomia e astrologia. Nella Bibliotheca Corviniana furono rappresentati tutti i rami della scienza e della letteratura: poesia, dramma,filosofia,teologia, medicina, geografia, retorica, grammatica, architettura, scienza militare e matematica. Gli autori delle Corvine furono di molti paesi e diversi periodi: eta antica, scolastici del medioevo, arabi, umanisti che scrissero in latino, greco ed ebreo. Ma vi furono anche rappresentanti della letteratura ungherese che in alcuni casi usarono la loro madre lingua: le poesie in latino di Janus Pannonius, la cronaca di Thuróczy , e la bibbia in ungherese di László Bátori.

Questa collezione sarebbe stata una base fondamentale per la creazione di una prima biblioteca nazionale se fosse capitata nelle mani di un degno erede di Re Mattia e se avese superato gli avvenimenti storici succesivi.

DECADENZA E DISTRUZIONE

Dopo la morte di Re Mattia nel periodo che va dal 1490 al 1526 la Bibliotheca Corviniana rimase al proprio posto ma la sua esistenza fu solo una lenta agonia. La poverta e la mancanza di soldi furono le due caratteristiche costanti della corte rale Ungherese fino alla battaglia di Mohács. Fu una perdita notevole anche il fatto che 150 codici di notevole fattura, ma non ancora finiti, rimasero a Firenze e finirono in altre mani.

Fin dal momento della morte di Re Mattia la Bibliotheca Corviniana subi probabilmente una grave perdita per la permanenza di alcuni codici nella corte reale di Vienna. Dopo che János Corvin venne sconfitto a Csontmező, i vincitori presero i libri che erano stati portati in quella localita per salvaguardarli, ed ebbero la possibilita di depredarli a loro piacimento. Dopo questo venne attuato il decreto statale per salvaguardare la biblioteca: il decreto proibiva l'alienazione di qualsiasi volume da parte di qualsiasi persona dallla biblioteca, costruita in onore dello stato, con l'eccezione di János Corvin, ma sempre sotto controllo degli alti dignitari del paese. E probabile che Janos Corvin sfrutto questa possibilita per appropiarsi di alcuni codici, ed questa la ragione per cui diversi esemplari arrivarono ad ovest tramite la sua vedova. All' inizio del Regno di Vladislao, dopo le prime perdite, la Bibliotheca Corviniana sopravisse dignitosamente anche senza la presenza di un bibliotecario. Il lavoro dell' officina di decorazione dei libri non si interruppe subito. Collezionare i libri, l'arte dei libri, e l'umanesimo della corte reale si decentrarono nelle lussuose corti prelate umanistiche.

Nel XVI sec. , le biblioteche vescovili furono devastate dai turchi durante i combattimenti. Quando una citta finiva nelle mani dei turchi, il conquistatore provvedeva ad incendiarla. Prima degli assedi, si riusci a salvare solo pochi esemplari liturgici tra i tesori della chiesa, ed e questo il motivo per cui non si riesce a valutare correttamente l' influenza che ebbe l'officina reale di copiatura in Ungheria ed a svelare l' attivita dei collaboratori sparpagliati nel regno.

Il destino della biblioteca nella seconda parte del 1490 fu l'omissione e la distuzione. Le opere fondamentali contemporanee testimoniano la giacenza dei volumi nella sporcizia, nella polvere, divorati dai parassiti e di difficile reperibilita.

Durante il regno di Vladislao si comincio a disperdere gli esemplari contenuti nella biblioteca, e questa tendenza continuo anche durante il regno di Luigi II. Gli abili ambasciatori e gli umanisti stranieri, soprattutto quelli di Vienna, acquistarono uno dopo l'altro i codici latini e greci. La maggior parte dei volumi contenuti nella biblioteca era ancora presente presso il castello quando il sultano Soleiman entro a Buda. Quest' ultimo brucio completamente Pest e Buda ma risparmio il castello dove erano custoditi i tesori, i cannoni e gli arredamenti reali. Si pensa che tra i tesori depredati vi furono anche le preziose Corvine che riapparvero da questo periodo a Costantinopoli una dopo l'altra. Gli ultimi resti furono trovati da una delegazione ungherese nel 1862 nelle stanze della corte del sultano, che le regalo all'Ungheria e che vengono custodite da allora a Budapest.

Dopo la dominazione turca, sebbene la notizia della distruzione della Bibliotheca Corviniana fosse stata divulgata in modo chiaro e ineccepibile, fu convinzione dei piu che era ancora al suo posto originale. In realta i libri sopravvissuti ai 150 anni di dominazione turca, non furono mai parte della Bibliotheca Corviniana ma facevano parte della biblioteca della cappella. Questi erano codici a tematica religiosa, molto semplici, cartacei, senza decorazioni e di scarsa importanza agli occhi dei conquistatori per la loro rilegatura elementare.

L' onore dell'umanesimo ungherese fu disperso e devastato. I libri della Bibliotheca Corviniana che arrivarono a Buda contribuirono allo sviluppo dell'umanesimo nel centro-Europa. Dopo la morte di Mattia l'epicentro dell'umanesimo centro-Europeo venne trasferito da Buda a Vienna. Nel XVII sec. venne aggiunta sopra il portone della biblioteca imperiale di Vienna la dicitura che indicava la fondamentale presenza di libri appartenuti a Re Mattia.

IL RITORNO DELLE CORVINE

All'inizio del XIX sec, fu opinione generalmente diffusa, l' assenza totale di Corvine in Ungheria. Solo nel 1861, Flóris Rómer scopri l'esistenza di una Corvina autentica nella biblioteca vescovile di Győr. Il passato di questa Corvina e sconosciuto, ma e sicuro che non usci mai dall' Ungheria. Siamo a conoscienza del passato di altri tre volumi. La prima fu nelle mani dei francescani di Pressburgo (Bratislava) ed e oggi all'interno della Biblioteca Nazionale Ungherese: Supplementum Summáé Pisanellae di Nicolaus de Ausmo. La seconda e ad Esztergom: Pantheologia di Raineirus de Pisis chiamata la corvina di Lövöld. Il terzo codice e la Corvina di Ransanus, creata appositamente per Mattia ma da lui mai vista a causa della sua morte.

Durante il XIX sec. partirono i tentativi di recupero da parte ungherese delle Corvine all'estero. Tra il 1869 e il 1964 ebbero esito positivo le richieste di restituzione da parte di Turchia, Italia, Bosnia-Erzegovina, Inghilterra e Austria dove venivano conservate in collezioni statali e private.

Oggi le Corvine presenti in Ungheria sono 53, circa un quarto delle Corvine autentiche sopravvissute. Le altre sono nei seguenti paesi: Italia, Austria, Germania, Belgio, Croazia, Rep. Ceca, Francia, Polonia, Spagna, Svezia, Turchia, Inghilterra, Stati Uniti e nella Citta del Vaticano.

 

 

 

 
Bibliotheca Corviniana, Budapest, 1992. 7-28. p.